Qualità dell’aria a Carloforte: on line i dati del monitoraggio ambientale!

Il Comune di Carloforte, nell’ambito delle iniziative portate avanti grazie al progetto pilota “Isola ecologica del Mediterraneo”, ha deciso di predisporre anche il monitoraggio della qualità dell’aria sull’Isola di San Pietro, attraverso l’installazione di un sistema multiparametrico, con l’obiettivo di rilevare le emissioni di biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio e ozono, come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria in materia di analisi delle qualità dell’aria (d. lgs. n. 155 del 13 agosto 2010 attuativo della Direttiva 2008/50/CE). I lavori sono stati affidati (determinazione n. 841 del 28.10.2011, deliberazione G.C. n. 81 del 23.06.2011) alla società Project Automation s.p.a.  e la centralina è stata installata sul tetto del Comune di Carloforte.

Il sistema di monitoraggio è stato attivato alla fine del mese di marzo 2012 ma, per la necessità della Società incaricata di mettere a punto gli strumenti, la rilevazione è iniziata nel successivo mese di giugno 2012.

Per maggiore chiarezza, pubblichiamo integralmente i dati validati relativi al monitoraggio dei mesi di giugno, luglio e agosto 2012, nelle stesse modalità con cui sono stati trasmessi da parte della società Project Automation e, al fine di agevolare la lettura dei medesimi dati, specifichiamo quanto segue: nella parte sinistra del documento sono indicati i giorni e gli orari nei quali è stato effettuato il rilevamento, a lato è indicato il valore rilevato, mentre sulla destra troverete il relativo grafico. Poiché nel documento non sono indicati i parametri di riferimento, questi possono essere reperiti nel d. lgs. 155/2010 (Allegati VII e XI), del quale pubblichiamo una copia.

Preliminarmente, inoltre, facciamo notare che, con riferimento ad alcuni periodi, non risulta rilevato alcun valore e, in seguito a specifica richiesta inoltrata alla Società incaricata del monitoraggio, risulterebbe in particolare che: per quanto riguarda le assenze del periodo di giugno 2012, sono relative alla necessità, da parte della Società, di mettere a punto la strumentazione mentre, per quanto riguarda i dati mancanti nel periodo tra il 16 ed il 26 luglio 2012, l’assenza sarebbe legata ad una mancata alimentazione dell’airpointer.

In particolare, occorre chiarire che l’interruzione di alimentazione dell’airpointer non ha permesso alcuna rilevazione degli inquinanti, pertanto, con riferimento ai valori relativi all’anidride solforosa, sui quali abbiamo ricevuto diverse richieste di informazioni da parte dei cittadini, considerata la notizia della fuoriuscita di tale inquinante dagli impianti della Portovesme S.r.l. nel mese di luglio, i dati sono, evidentemente, incompleti.

Per agevolare la lettura dei dati, ricordiamo il significato dei diversi simboli relativi agli inquinanti:

CO – monossido di carbonio.

SO – biossido di zolfo o anidride solforosa.

NOx – ossidi di azoto in generale.

NO – biossido di azoto.

O – ozono.

Il monossido di carbonio è un gas inodore e incolore. Nelle aree urbane il è emesso in prevalenza dal traffico autoveicolare. Gli effetti sull’uomo sono legati alla caratteristica di interferenza sul trasporto di ossigeno (formazione di carbossiemoglobina) ai tessuti e in particolare al sistema nervoso centrale.
Non sono stati riscontrati effetti particolari sull’uomo per concentrazioni di carbossiemoglobina inferiori al 2%, corrispondente a un’esposizione per 90′ a 47 mg/m3.

Il biossido di zolfo, o anidride solforosa, è un gas incolore e irritante. Le emissioni più rilevanti di SO2 sono originate dalla combustione di carbone fossile e petrolio greggio per il riscaldamento domestico, la produzione industriale e quella di energia da parte delle centrali termoelettriche. Altre fonti sono la lavorazione di materie plastiche, la desolforazione dei gas naturali e l’incenerimento dei rifiuti. Più contenuta invece l’emissione dovuta al traffico veicolare. L’esposizione prolungata al biossido di zolfo determina effetti a carico dell’apparato respiratorio come tracheiti, bronchiti, polmoniti. In atmosfera l’ SO2 contribuisce all’acidificazione delle precipitazioni, con effetti tossici sui vegetali, acidificazione dei corpi idrici e impatto sulla vita acquatica. A basse concentrazioni provoca un rallentamento della crescita dei vegetali, mentre a dosi più elevate genera alterazioni fisiologiche tali da portare le piante alla morte. Le precipitazioni acide, infine, possono avere effetti corrosivi su diverse tipologie di materiali.  è uno degli inquinanti atmosferici tra i più aggressivi e pericolosi.

L’ossido di azoto ed il biossido di azoto possono avere origine naturale, ad es. incendi, processi biologici, eruzioni vulcaniche, e principalmente antropica attraverso le combustioni ad alta temperatura, come quelle che avvengono all’interno delle camere di combustione dei motori degli autoveicoli. Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’uomo, soprattutto il biossido di azoto provoca irritazione dell’apparato respiratorio, con alterazione delle funzioni polmonari, bronchiti croniche, asma, enfisema polmonare. Gli ossidi di azoto contribuiscono anche alla formazione delle piogge acide e, quindi, hanno conseguenze importanti sugli ecosistemi acquatici e terrestri.

L’ozono è un gas dotato di un elevato potere ossidante, di colore azzurro e dall’odore pungente. Si forma in atmosfera per effetto di reazioni favorite dalla radiazione solare, in presenza dei cosiddetti inquinanti precursori, soprattutto ossidi di azoto (NOx) e Sostanze Organiche Volatili (COV) che portano alla formazione di molecole costituite da tre atomi di ossigeno (O3). È un inquinante molto tossico per l’uomo, è un irritante per tutte le membrane mucose ed una esposizione critica e prolungata può causare tosse, mal di testa e perfino edema polmonare.
L’Ozono è, fra gli inquinanti atmosferici, quello che svolge una marcata azione fitotossica nei confronti degli organismi vegetali, con effetti immediatamente visibili di necrosi fogliare ed effetti meno visibili come alterazioni enzimatiche e riduzione dell’attività di fotosintesi. Pertanto in situazioni di “allarme” le persone più sensibili e/o a rischio è consigliabile rimangano in casa.

Infine, ricordiamo, sinteticamente, che il d.lgs. 155/2010, attuativo della Direttiva 2008/50/CE, istituisce un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente finalizzato ad “individuare obiettivi di qualità dell’aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso” e “valutare la qualità dell’aria ambiente sulla base di metodi e criteri comuni su tutto il territorio nazionale”,  ”ottenere informazioni sulla qualità dell’aria ambiente come base per individuare le misure da adottare per contrastare l’inquinamento e gli effetti nocivi dell’inquinamento sulla salute umana e sull’ambiente e per monitorare le tendenze a lungo termine, nonché i miglioramenti dovuti alle misure adottate” etc.(art. 1 d.lgs. 155/2010). Lo stesso d. lgs. 155/2010 prevede i parametri di riferimento per la determinazione del livello di emissioni.

Allegati:
grafici airpointer;
d. lgs. 155/2010;
info inquinanti.