Piano Energetico Ambientale della Regione Sardegna: avviata la V.A.S. .

fonte energetica

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Nell’ambito del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica – V.A.S. (d.Lgs n.152 del 3 aprile 2006, di recepimento della Direttiva 2001/42/CE) del Piano Energetico Ambientale della Regione Sardegna (P.E.A.R.S.) l’Assessorato regionale all’Industria, in qualità di autorità procedente, ha avviato la c.d. fase di scoping, con l’elaborazione del Rapporto Preliminare di scoping, che verrà esaminato il prossimo 25 ottobre 2012 con i soggetti competenti in materia ambientale.

Il Piano Energetico Regionale della Sardegna, il principale strumento di pianificazione energetica della Regione, è strutturato in tre obiettivi strategici, a loro volta articolati in uno o più obiettivi specifici, azioni e strumenti per l’attuazione:

Obiettivo n. 1: aumentare l’autonomia energetica (da realizzarsi attraverso: la diversificazione delle fonti energetiche; l’implementazione delle reti di distribuzione dell’energia elettrica; la promozione della generazione diffusa).

Obiettivo n. 2: aumentare l’efficienza del sistema energetico (nei macrosettori energetico e termico e nel settore dei trasporti).

Obiettivo n. 3: aumentare i benefici locali (attraverso l’uso sostenibile delle risorse energetiche locali e l’innovazione e la ricerca applicata).

Il Rapporto di scoping chiarisce che il documento di riferimento per l’elaborazione del nuovo P.E.A.R.S. è rappresentato dal Documento di indirizzo sulle fonti rinnovabili approvato con Deliberazione G.R. n.12/21 del  20 marzo 2012. Come chiarito nel Rapporto di scoping, nel Documento di indirizzo dello scorso mese di marzo sono contenuti gli scenari al 2020 relativamente alla produzione di energia da fonte rinnovabile nei macrosettori termico ed elettrico ed ai consumi finali lordi nei medesimi settori ed a quello dei Trasporti; tali scenari sono funzionali al raggiungimento dell’obiettivo del 17,8 % assegnati alla Sardegna con D.M Mise del 15.03.2012 in virtù del meccanismo denominato Burden Sharing.

Il Piano Energetico riprende tali indicazioni e le sviluppa estendendole alle fonti non rinnovabili al fine di costruire uno scenario energetico, al 2020, caratterizzato da un mix energetico equilibrato e coerente con le indicazioni della Direttiva 2009/28/CE. Tale attività si svolge in coerenza con l’attività di monitoraggio del meccanismo del Burden Sharing, svolta congiuntamente al MiSE, al GSE ed all’ENEA, che comprende la ricostruzione dei consumi finali lordi da fonte rinnovabile e non rinnovabile di tutte le regioni italiane.

Il Documento di indirizzo delle fonti energetiche rinnovabili, contiene anche le indicazioni relative allo stato del sistema energetico regionale, del quale evidenziamo alcuni dati, relativi al periodo 2005-2011:
– in tale periodo, la produzione lorda annua di energia elettrica si è ridotta in modo progressivo: la produzione netta annua destinata al consumo è diminuita dal 2006 al 2010 del 6.1%. Questo fenomeno è dovuto alla flessione del fabbisogno di circa il 7,9% e dei consumi totali di circa 8,5%. In termini assoluti la produzione totale annua lorda si è ridotta in 5 anni di ca. 1.000 GWh; tale flessione è il risultato di una riduzione di ca. 1.500 GWh di produzione da fonte termoelettrico compensata da un aumento della produzione da fonti energetiche rinnovabili di ca. 500 GWh.

– relativamente al settore termico, i consumi energetici complessivi che comprendono il settore industriale, agricolo, domestico e terziario sono legati prevalentemente all’utilizzo di GPL e gasolio.  Oltre alle carenze infrastrutturali, si registra una sensibile riduzione dei consumi dovuta all’innalzamento dei prezzi dei combustibili. A partire dal 2001, questi due fattori hanno determinato una riduzione dei consumi di circa il 40%, percentuale che aumenta fino al 52% se si considera l’intervallo temporale 2003 – 2010.

– nel settore dei trasporti, i consumi regionali lordi risultano, in percentuale, nettamente più elevati, rappresentando, nel panorama regionale, la voce di consumo energetico principale. I fattori che determinano una differenza così marcata con il contesto nazionale, sono da ricercare nelle modalità di trasporto isolano. Ad oggi, infatti, la movimentazione di merci e persone risulta connessa prevalentemente al trasporto su gomma, a cui si aggiungono gli spostamenti nazionali ed internazionali attraverso vettori aerei e marittimi (8% circa dei consumi totali).

Fonte:
SardegnaAmbiente
Documenti:
18_299_20121011115122 Scoping Piano energetico